Il parrucchiere di Auschwitz

“Il parrucchiere di Auschwitz”, Éric Paradisi, editore Longanesi

(Supporto consigliato per il periodo III)

 

Titolo originale

Blond cendré

Lingua originale

Francese

Prima Pubblicazione

2014

Genere

Romanzo

 

 

 

 

 

“A quelle donne piacciono molto le giunchiglie e le margherite,

e io disegno chilometri di fiori per non appassire. ”

 

In una gelida notte d'inverno, la voce di Flor si leva sulla città innevata per raccontare, in un canto intimo e toccante, una storia all'uomo che ama: la storia di suo nonno Maurizio, barbiere del ghetto in una Roma occupata dai nazisti, e di Alba, la ragazza dai capelli biondo cenere che crede in un futuro diverso e che per questo ha abbracciato la Resistenza. Fortunosamente scampato alla retata che gli ha portato via l'intera famiglia, Maurizio trova rifugio nell'appartamento di Alba, dove, giorno dopo giorno, fra speranza e trepidazione, attende che lei faccia ritorno dalle sue missioni clandestine. Finché non arriva la domenica: allora, come in un rituale tutto loro, le spunta i capelli rinnovandole la sua promessa di una vita insieme dopo la guerra. Il sogno, però, si infrange in una mattina di primavera, quando i fascisti li sorprendono nel sonno: lei finisce in carcere, lui su un treno diretto ad Auschwitz. Lì, nel più funesto dei campi, Maurizio riuscirà a sopravvivere proprio grazie alla sua destrezza con forbici e rasoio e all'inestinguibile ricordo di quel volto, di quei capelli. Ma la neve continua a cadere, intanto, e il racconto di Flor, intrecciandosi con quello della propria vicenda amorosa, si fa struggente messaggio per l'amato, invito accorato a trovare, a sua volta, la forza e le motivazioni con cui far fronte al distacco e agli eventi di una storia che sembra perennemente riecheggiare se stessa. 

(Dalla seconda di copertina)


Il racconto di Maurizio e Alba non si ferma alla narrazione di ciò che avviene ai personaggi durante la prigionia, ma indaga anche il "dopo". La vita di Maurizio, come la vita di tanti, afflitti da guai più o meno gravi, è fatta di un prima, radioso, di un durante, rabbioso, di un dopo, ferito, invecchiato, avvizzito, impazzito, lentamente rinato.

Maurizio riesce a salvarsi grazie al suo talento, quel dono di saper tagliare i capelli.
Maurizio impara a coltivare un talento facendolo diventare parte di se stesso, una specie di marchio identificativo. Maurizio si salverà anche dopo la prigionia, grazie a questo suo talento.

Alba, invece, anche a causa del suo coinvolgimento con la Resistenza, conosce cose che a Maurizio sono oscure. Lei sogna di finire un giorno la facoltà di legge, poter difendere le cause delle donne, lottare per la loro libertà e per il loro diritto di voto. Abbraccia la causa dell’impegno politico e del senso della condivisione, nella tutela dei diritti di tutti.

Non solo il semplice racconto della difficile storia del periodo, con le sue difficoltà e le sue privazioni, nei racconti di chi perde quel che ha a causa dell’odio di altri uomini. Ma anche la possibilità di affrontare la vita attraverso gli strumenti che ci sono stati offerti, di non dimenticare quel che è successo, affinché non si ripeta, perpetrare la distinzione tra ciò che è buono e ciò che non lo è, per ricordarci che la nostra libertà esiste solo quando siamo tutti liberi.