La Parola

 

Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figlio di Dio

Il grande comandamento (Lc 10, 27-38)

Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 28 E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
29 Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30 Gesù riprese:
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. 34 Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». 37 Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».
38 Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.

 

Commento alla beatitudine

La pace nella Bibbia è qualcosa di più che una semplice assenza di guerra. Lo Shalom ebraico è la pienezza di ogni benedizione che Adamo sperimenta nel giardino di Eden e che con il peccato l’uomo non conosce più.

La beatitudine è rivolta a coloro che operano la pace. Mentre le altre beatitudini rappresentano degli atteggiamenti, questa riguarda qualcosa che si può e si deve fare. La pace non è soltanto un ideale utopico. È qualcosa da operare, da mettere in essere. Richiede di rinunciare allo “starsene in santa pace” ed entrare nei conflitti quotidiani con serenità e benevolenza, con pazienza e amore.

Gli operatori di pace si lasciano lacerare dai conflitti altrui, rimangono feriti dalla violenza e talvolta, come Gesù, si trovano ingiustamente inchiodati alla croce. Per questo sono chiamati “figli” da Dio stesso, che riconosce pienamente la paternità del loro impegno.

 

Attività - Il messaggio deLla felicità

Introduzione

La pace nella Bibbia non è assenza di guerra, ma qualcosa di più. Non è nemmeno soltanto un ideale utopico, ma è qualcosa “da fare”, da mettere in atto. È qualcosa, dunque, alla portata di tutti. Tutti possiamo essere operatori di pace, nella quotidianità. Non cadiamo nell’errore di pensare che siano operatori di pace soltanto coloro che compiono grandi imprese coraggiose come, ad esempio, andare in Paesi in cui sono in corso dei conflitti per portare aiuti alle popolazioni.

La pace la si costruisce nella relazione con gli altri: essendo attenti nei loro confronti, vedendo in loro la bellezza di cui sono portatori ed aiutandoli così a riconoscere le loro qualità, i loro doni.

I ragazzi hanno appena vissuto un’esperienza molto forte ed entusiasmante che è la GMG ed hanno avuto l’occasione di conoscersi più profondamente. Una volta tornati a casa bisogna riconoscere il bello che si è vissuto perché rimanga impresso nella memoria e soprattutto nei cuori. Bisogna che i ragazzi si aiutino a vicenda a scoprire la bellezza che ognuno di loro porta e che ha reso speciale quell’esperienza. Anche con questo piccolo (che piccolo non è) gesto si è operatori di pace.

 

Svolgimento

OBIETTIVI

Trovare negli altri caratteristiche positive; riconoscere la propria bellezza e quella degli altri; imparare a essere operatori di pace nella vita quotidiana.

 

DURATA

20 minuti circa + il tempo necessario alla discussione

 

MATERIALE

Per ogni ragazzo: un foglio formato A4 e un pennarello, scotch.

 

SVOLGIMENTO

Perché questa attività riesca, è necessario creare all’interno del gruppo un clima disteso e di condivisione, in cui i ragazzi possano sentirsi a loro agio. Ribadite ai ragazzi che possono sentirsi liberi di esprimersi e sentirsi rispettati e accolti.

 

Consigliamo di introdurre l’attività con il video “Three german student surprise a homeless guy”, di cui trovate il link qui sotto. Si tratta di un esempio di come si possa essere operatori di pace con un gesto semplice e come l’essere attenti verso gli altri e fare qualcosa per loro possa sorprendere positivamente e far sentire bene.

https://www.youtube.com/watch?v=X0gA2mxbjSY

 

Consegnate ad ogni ragazzo un foglio, che attaccherà sulla schiena, ed un pennarello. Chiedete ai ragazzi di camminare liberamente per la stanza e di scrivere in modo anonimo un complimento o una qualità sul foglio di ognuno degli altri ragazzi, in modo che alla fine del gioco ogni persona abbia ricevuto una descrizione positiva di sé.

È importante precisare ai ragazzi che si devono scrivere solo caratteristiche positive. Al termine del gioco, consigliamo di soffermarsi a riflettere sulle parole ricevute per vedere come sia bello trovare negli altri delle qualità positive.

 

 

APPROFONDIMENTI

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

1) Come ti sei sentito quando scrivevi le caratteristiche positive agli altri?

2) Come ti sei sentito davanti al foglio che gli altri ti hanno scritto, con le tue qualità?

3) Ti è capitato di ricevere gesti di pace? Di farne?

4) Con quali gesti potresti praticare la pace nella tua vita quotidiana?

 

 

 

 

 

 

 

”Continua...”