La Parola

 

Beati i misericordiosi perchè troveranno misericordia

Il figliol prodigo (Mt 18, 23- 35)

11 Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. 16 Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. 17 Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: 'Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: 19 non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi'". 20 Egli dunque si alzò e tornò da suo padre. Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". 22 Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; 23 portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato". E si misero a fare gran festa.25 Or il figlio maggiore si trovava nei campi, e mentre tornava, come fu vicino a casa, udì la musica e le danze. 26 Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa succedesse. 27 Quello gli disse: "È tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché lo ha riavuto sano e salvo". 28 Egli si adirò e non volle entrare; allora suo padre uscì e lo pregava di entrare. 29 Ma egli rispose al padre: "Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici; 30 ma quando è venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato". 31 Il padre gli disse: "Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato"»

 

Commento alla beatitudine

Ai misericordiosi, cioè coloro che sono compassionevoli come il Padre e che sanno fare spazio nel loro cuore per i miseri è promessa come ricompensa la loro stessa virtù. Hanno saputo liberare gli altri dal fardello del male con la bontà del loro cuore: troveranno un cuore più grande che li libera dal loro fardello.

È il circolo virtuoso della misericordia, che non è solo un atto, ma un flusso di amore che scorre liberando e rinnovando l’uomo. Quel circolo che si interrompe nella parabola dei due debitori, quando il servo a cui è condonato un debito astronomico non è disposto a perdonare il piccolo debito all’altro servo (cfr. Mt 18,23-35).

Introduzione

La parola “misericordia” è oggi una parola desueta, poco utilizzata e per qualcuno forse difficile da comprendere.

Volendo fare chiarezza possiamo dire che la misericordia dell’uomo comprende tre momenti decisivi. Innanzitutto, è misericordia accorgersi della debolezza o della necessità del prossimo, il primo atto misericordioso è accorgersi che l’altro ha bisogno; il contrario è l’atteggiamento insensibile di chi non si accorge di nulla.

Dopo questo primo passo dell’accorgersi del bisogno dell’altro, il secondo passo è quello di provare compassione, letteralmente, nel senso di "con-patire". Succede infatti, talvolta, che io mi acorga che un altro ha bisogno, ma posso fermarmi lì, non interessarmene, poiché non soffro insieme a lui. Teoricamente penso che dovrei fare qualcosa, ma non mi nasce spontaneo, non c’è la commozione e non c’è la compassione. "Misericordia", invece, è l’atteggiamento per il quale io soffro vedendo l’altro soffrire, non a livello teorico ma a livello reale, personale, sentimentale: è la partecipazione reale dell’affetto e della volontà, per cui mi accorgo e sono coinvolto in modo sensibile in questo bisogno dell’altro. Il terzo gradino della misericordia comporta l’intervento, perché è avvenuto qualcosa dentro di me: ho visto, ho provato compassione, ma riesco ad andare oltre. La misericordia, infatti, richiede che, a questo punto, compia un passo operativo. Sono tre i passi necessari, che possono anche essere praticamente contemporanei: si vede, si prova quel senso di partecipazione, si interviene. Se ci si ferma al primo o al secondo, non è ancora misericordia, ma ne è solo un inizio imperfetto; solo con l’ultimo passo, invece, si può realmente parlare di misericordia.[1]

Uno splendido pensiero di Simone Weil sui misericordiosi afferma: “L’umanità può essere salvata solo da uomini che rifiutano la forza, proclamano con l'attenzione al prossimo, con la compassione verso lo sventurato, che è possibile opporre alla forza una forza più grande, la forza dell’amore. Questi esseri compassionevoli, per i quali gli uomini esistono davvero, provocano la discesa di Dio, perché il bene che è in Dio può solo scendere e manifestarsi per loro tramite. Infatti Dio sarebbe assente dal mondo, se non ci fossero quelli in cui vive il suo amore. Essi devono dunque essere presenti al mondo attraverso la misericordia. La loro misericordia è la presenza di Dio quaggiù”.

 

ATTIVITA’: Gesto d’amore

 

OBIETTIVI

Capire il significato della parola misericordia attraverso la testimonianza diretta di atteggiamenti di misericordia.

Riconoscere gli atteggiamenti di misericordia nei nostri confronti.

 

DURATA

30 min + l’attività da svolgere a casa

 

MATERIALE

Foto da appendere selezionate preventivamente dagli educatori (o eventualmente riviste in cui far cercare direttamente i ragazzi)

 

SVOLGIMENTO

Per iniziare la riflessione insieme al gruppo si propone ai ragazzi un’attività di introduttiva volta a definire e condividere la propria opinione.

La metodologia è quella del fotostimolo: si espongono, attaccate al muro, delle fotografie che rappresentano molteplici esempi di misericordia e si chiede ad ogni ragazzo di osservarle, e di individuare uno o più scatti che possano, a suo avviso, esemplificarne il concetto (alcune immagini possono rappresentare grandi gesti di carità o personaggi “famosi” come Madre Teresa di Calcutta).

Uno alla volta i ragazzi si alzano, si posizionano sotto la foto scelta e esprimono la loro idea.

A questo punto per introdurre l’attività vera e propria si fa vedere ai ragazzi il seguente video:

 

https://www.youtube.com/watch?v=MssXFPZR0ZQ

 

Si tratta di una pubblicità (ma la parte commerciale e con il nome della compagnia farmaceutica possono essere omessi interrompendo la visione qualche secondo prima della fine del video) in cui si vede il gesto di amore di un fratello per la sorella malata. Il ragazzo, non provando compassione, si inventa metodo per esserci per la sorella.

Ora siamo pronti per lanciare l’attività che i ragazzi dovranno fare a casa, ovvero raccontare un gesto d’amore.

Ogni ragazzo è invitato a pensare ad una persona che ha visto essere operatore di misericordia nei suoi confronti o in quelli di qualcun altro.

Il ragazzo deve descrivere l’episodio riportandolo per iscritto su un foglio/quaderno. L’obiettivo non è tanto riportare pedissequamente quello che è successo, ma sottolineare cosa lo rende davvero un gesto di misericordia.

Durante l’incontro seguente ogni ragazzo dovrà portare con sé il “gesto d’amore” e, una volta divisi i ragazzi in coppie, si procede all'attività di narrazione.

Ogni ragazzo ha a disposizione 5/7 minuti per narrare il gesto scelto.

Svolto questo momento narrativo si riportano in plenaria i racconti con l'indicazione che ogni ragazzo dovrà riportare il racconto svolto dal suo compagno individuando alcuni elementi interessanti da evidenziare.

A termine di questa attività l’educatore riassume e condensa quanto emerso con una piccola riflessione.

 

ALLEGATI

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE

Come posso fare ad esserci per gli altri?

È difficile cercare di essere attenti agli altri?

Come ci si sente ad essere oggetto di misericordia?

Sei consapevole del valore che hai al cospetto di un Dio che per amore ti ha dato tutto?

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 

Misericordiae Vultus. Bolla di indizione del giubileo straordinario della misericordia

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html

 

Messaggio del santo padre Francesco per la xxxi giornata mondiale della gioventù 2016

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/youth/documents/papa-francesco_20150815_messaggio-giovani_2016.html

 

 

[1] Adattato da "beati i misericordiosi" Dio è padre buono che ci accoglie con tenerezza di Don Claudio Doglio

”Continua...”