L’oltre e l’altro – Sette variazioni sul viaggio

“L’oltre e l'altro- sette variazioni sul viaggio”, A.A.V.V., editore Utet

(Supporto consigliato per il periodo I)

 

Titolo originale

L’oltre e l’altro-sette variazioni sul viaggio

Lingua originale

Italiano

Prima Pubblicazione

2015

Genere

Saggio

 

 

 

 

 

 

 

“Dovrò penare per trovarti, valicare montagne e perdermi in false piste per poi scoprire solo aure, atmosfere, voci, leggende, sogni.

Ma cosa, se non il sogno, spinge a viaggiare?”

 

L’uomo è un essere errante, naturalmente predisposto a conoscere il mondo. E a raccontarlo. Per questo, l’incontro con l’altro, il confronto con il diverso, sono spesso snodi cruciali per una società. Per questo, in ogni epoca la letteratura – da Omero a Marco Polo a Ryszard Kapuscinski – misurandosi su questi temi ha raggiunto alcuni dei suoi punti più alti. Ma come si articola il delicato rapporto tra chi visita e chi è visitato? Quanto in profondità si spinge il legame tra un viaggiatore e la sua meta?
A che velocità e su quali canali si sposta la moltitudine di oggetti culturali al tempo della globalizzazione? Qual è il ruolo della parola, nel contatto con lo straniero? Il viaggio – metaforico e reale, interiore ed esteriore – è il terreno comune su cui si confrontano in queste pagine studiosi come gli antropologi Marco Aime e Adriano Favole, lo storico della letteratura Attilio Brilli, un brillante interprete degli effetti della globalizzazione come Arjun Appadurai, la raffi nata commentatrice dell’esperienza religiosa Gabriella Caramore, ma anche un’autorevole firma del giornalismo enogastronomico come Allan Bay e un narratore coraggioso e viaggiatore ostinato come Paolo Rumiz. Attraversando i confini delle singole discipline e inoltrandosi in quelle regioni affascinanti dove la sociologia e l’antropologia incrociano la gastronomia, la linguistica e la religione, gli autori di questi saggi ci accompagnano a ritroso nella storia, sulle tracce dei luoghi della vita di Gesù, o in parti remote del
mondo, tra le tribù dei nativi dell’Oceania, fino ai fasti medievali della mitica Timbuctu. In un mondo in continua e costante accelerazione, queste
sette “variazioni sul viaggio” ci rendono più consapevoli di come la frequentazione dell’oltre e l’esperienza dell’altro siano occasioni privilegiate di formazione interiore, episodi decisivi durante i quali si definisce la nostra stessa identità.

Una riflessione sul senso del viaggio, inteso in ogni sua accezione, come strumento di realizzazione di sogni e ideali, nella ricerca continua di qualcosa che si trova necessariamente lontano da noi, perché è meta di un percorso. Un testo che vuole aprirsi al confronto a proposito del significato del “mettersi in cammino” verso una meta su una strada tortuosa, nella consapevolezza che “il rettilineo è un incommensurabile nulla”.