La vita

 

La ricerca

Parole chiave: capire sé stessi, interiorità, percorso, crescita, confronto.

In viaggio verso l’Alaska, prima a bordo della propria auto, poi a piedi o in autostop, Chris fa esperienza di luoghi diversi e di punti i vista differenti sul mondo. Uno degli incontri più incisivi, e quello che più lo farà riflettere, sarà quello con l’anziano Ron Franz, metafora di un amore incondizionato di padre e guida, al quale, ancora una volta, Chris si sente di rinunciare, nella convinzione che l’autonomia e l’indipendenza siano valori che, all’interno del proprio percorso di crescita, generino più “vita”, creino più stimoli, aumentino la dose di libertà e quindi di soddisfazione.  L’anziano, da consapevole maestro, ascolta e accompagna il ragazzo, cerca di fornirgli consigli sinceri, e alla fine, come un bravo padre, ne accetta la separazione e le scelte.

“McCandless trascorse i due mesi successivi a girovagare nell'Ovest del Paese, affascinato dalla vastità e imponenza del paesaggio e disturbato a volte da piccole noie con la legge, godendosi la compagnia dei vagabondi che incontrava sul cammino. Lasciando che fossero le circostanze a guidare il percorso, raggiunse il lago Tahoe in autostop, s'incamminò nella Sierra Nevada e marciò per sette giorni verso nord, lungo il Pacific Crest Trail, prima di lasciare le montagne e fare ritorno sull'asfalto. […]

Dopo il commiato da Jan Burres all'ufficio postale di Salton City, McCandless si era inoltrato nel deserto per accamparsi in una macchia di creosoto ai margini dell'Anza Borrego Desert State Park. Poco lontano, verso est, si estende il Salton Sea, un placido oceano in miniatura -la superficie si trova a oltre sessanta metri sotto il livello del mare -sorto nel 1905 da un monumentale pasticcio ingegneristico. […] Quando finivano le provviste, il ragazzo non doveva che percorrere -a piedi o in autostop -i sei chilometri che lo separavano dalla città, dove poteva far scorta di riso e acqua allo spaccio alimentare nonché ufficio postale della grande Salton City, una costruzione in stucco beige che fungeva da centro culturale. Un giovedì di metà gennaio, mentre si trovava sulla via del ritorno verso la bajada, un anziano di nome Ron Franz si fermò a dargli un passaggio. […]

All'incontro con McCandless, Franz sentì il vecchio impulso paterno ridestarsi da un lungo torpore. Non riusciva a togliersi il giovane dalla testa. Gli aveva detto di chiamarsi Alex, senza dargli nessun cognome, e di venire dalla Virginia occidentale. Era educato, ben vestito, amichevole.

«Sembrava molto intelligente» dichiara Franz con un accento esotico a metà fra scozzese, olandese della Pennsylvania e parlata strascicata della Carolina. […]

Quella domenica, dopo la messa, Franz decise di parlare con Alex «di come viveva. Qualcuno doveva pur convincerlo a farsi un'educazione, trovare un buon posto e costruirsi qualcosa nella vita».

Tuttavia, quando fece ritorno all'accampamento e si lanciò nella predica di miglioramento, McCandless lo stroncò. «Senta, signor Franz» dichiarò «non deve preoccuparsi per me. Ho finito il college, non sono indigente e vivo in questo modo per scelta.» Dopo però, malgrado la brutalità iniziale, il giovane cercò di rincuorare l'anziano e finirono per imbarcarsi in una lunga conversazione. […]

Nel corso delle settimane successive i due trascorsero molto tempo insieme. Il giovane andava regolarmente a Salton City a lavare la biancheria e a mangiare bistecche alla griglia nell'appartamento di Franz. Gli confidò di essere in attesa della primavera per poter partire per l'Alaska, dove si sarebbe lanciato nell'«avventura per eccellenza», e girò le carte in tavola cercando di mostrare all'ottuagenario i limiti di un'esistenza sedentaria come la sua, spronandolo a vendere ciò che possedeva e a lasciare l'appartamento per mettersi sulla strada. Franz non dava grande peso alle paternali dell'amico, al contrario gradiva molto stare in sua compagnia.

Esperto pellettiere, l'uomo insegnò al ragazzo i segreti della propria arte e come primo oggetto il discepolo produsse una cintura su cui raffigurò magistralmente le sue peregrinazioni. […]

Capitava spesso che durante le sue visite, il volto di Chris si oscurasse dalla rabbia e che il ragazzo esplodesse in invettive contro i genitori, i politici o l'idiozia endemica dello stile di vita prevalente negli Stati Uniti. Nel timore di allontanarlo da sé, Franz lo lasciava sbraitare e diceva poco.

Un giorno, all'inizio di febbraio, McCandless annunciò che si sarebbe spostato a San Diego per raggranellare qualche soldo a finanziamento del viaggio in Alaska.

«Non c'è bisogno che tu vada a San Diego» aveva protestato Franz. «Ti darò io quello di cui hai bisogno.»

«No, non ci siamo capiti. Ho detto che vado a San Diego e parto lunedì.»

«Va bene, ho capito, allora ti ci accompagno io.»

«Non essere ridicolo» lo aveva schernito McCandless.

«Tanto bisogna che ci vada comunque» aveva mentito Franz «per prendere del pellame.»

McCandless cedette. Smontò l'accampamento, lasciò gran parte degli averi nell'appartamento di Franz -preferiva non dover trascinare sacco a pelo e zaino per la città -e partì col vecchio amico verso la costa, oltre le montagne. I due si separarono sul lungomare di San Diego sotto una pioggia battente. «Fu molto duro per me» ammette Franz. «Mi rattristava doverlo lasciare.»”

 

Per riflettere…

Cercare in se stessi una risposta alle sfide della vita è qualcosa di affascinante per un ragazzo ma nello stesso tempo di estremamente difficile, perché è lì che si scopre qualcosa di nuovo, che possiamo chiamare la voce della coscienza, voce con cui non sempre facciamo i conti o che abbiamo messo in conto.

  • Ti prendi del tempo per guardarti dentro e capire chi sei, cosa vuoi? C’è qualcuno che ti può aiutare a farlo o ti arrangi come puoi?
  • In un mondo che cambia, c’è qualcosa che “rimane in eterno” per cui vale la pena vivere?
”Continua...”