I testimoni

 

 

Maksymilian Maria Kolbe

(padre kolbeZduńska Wola, 8 gennaio 1894 -   Auschwitz  14 agosto 1941)

Presbitero francescano polacco. Durante gli anni della formazione, Massimiliano Kolbe, favorito da un carattere molto socievole, riesce facilmente a creare rapporti di amicizia con la maggioranza dei suoi compagni di seminario, tra i quali Ladislao Dubaniowski e Bronislao Stryczny. Secondo quest'ultimo - che vivrà come Kolbe l'esperienza dell'internamento nei campi di sterminio nazista, sopravvivendo alla prigionia nel lager di Dachau - Massimiliano si distingueva in collegio per il suo impegno e la capacità di lavoro.

Nel ricordo di Ladislao Dubaniowski, Kolbe negli anni di seminario era inoltre animato da un forte ottimismo ("La prossima volta tutto andrà meglio", ripeteva di fronte ai problemi) e da una notevole intensità nella pratica religiosa, in particolare nella recita del rosario e nell'adorazione del Santissimo Sacramento.

Nominato sacerdote nel 1918 a Roma, ritorna in Polonia per insegnare nel seminario di Cracovia e poi per partire missionario in Giappone. Vive in Europa gli anni della guerra e del nazismo, durante i quali viene internato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove viene impiegato nei lavori di mietitura. La fuga di uno dei prigionieri causa una rappresaglia da parte dei nazisti, che selezionano dieci persone della stessa baracca per farle morire nel cosiddetto bunker della fame.

Quando uno dei dieci condannati, Franciszek Gajowniczek, scoppia in lacrime dicendo di avere una famiglia a casa che lo aspetta, Kolbe esce dalle file dei prigionieri e si offre di morire al suo posto. In modo del tutto inaspettato, lo scambio viene concesso. Dopo 14 giorni, sopravvissuto insieme ad altri 4 detenuti, viene ucciso tramite una iniezione di acido folico.

 

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”Continua...”