La vita

 

 

La partenza

Parole Chiave: fatiche, scelte, affrontare le difficoltà, scappare o rimanere.

 

Il giorno della laurea rappresenta per Chris, almeno di facciata, un’ occasione di sereno ritrovo familiare , un momento in cui rinunciare alle discussioni e mettere da parte le tensioni per godersi la conquista della fine degli studi. Per Chris è un momento molto atteso anche perché, dopo anni, è sciolto da ogni vincolo che lo teneva legato a persone e contesti che non lo rispecchiavano, e ritiene di potersi interamente dedicare alla vita in “libertà”, unica fonte, secondo il giovane, di felicità. La decisione di Chris quindi è quella di partire, lasciandosi alle spalle passato e persone, un mondo che fino a quel momento, a suo avviso, non gli generava le giuste soddisfazioni.

“McCandless era cresciuto nei quartieri medio alti della periferia di Annandale, in Virginia. Suo padre, Walt, è un eminente ingegnere aerospaziale che negli anni Sessanta e Settanta aveva creato avanzati sistemi radar per navicelle spaziali e altri progetti d'alto profilo per Nasa e Hughes Aircraft. Nel 1978 Walt si era messo in proprio, aprendo un piccola ma ben presto prospera società di consulenza, la User Systems Incorporated. Socia di quest'avventura era la madre di Chris, Billie. […

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Nel maggio del 1990 Chris si laureò all’Emory University di Atlanta, dov’era stato cronista e redattore del giornale studentesco The Emory Wheel e dove si era distinto nella specializzazione in storia e antropologia con una media di 3,72. Gli fu offerto di diventare membro della Phi Beta Kappa, ma rifiutò sostenendo che titoli e onorificenze non erano importanti.

Negli ultimi due anni di college le tasse erano state pagate grazie a un lascito di un amico di famiglia, ma alla laurea, dei quarantamila dollari iniziali ne erano rimasti ancora ventiquattromila, che i genitori pensavano sarebbero serviti per la scuola di legge. «L’avevamo frainteso» ammette il padre. Quello che Walt, Billie e Carine non sapevano il giorno in cui volarono ad Atlanta per il conferimento della laurea, quello che d’altra parte nessuno sapeva, era che Chris avrebbe presto donato il resto del suo fondo alla Oxfam America, un’associazione di beneficenza che combatte la fame.

La cerimonia di laurea ebbe luogo sabato 12 maggio. La famiglia di McCandless dovette sorbirsi il tedioso discorso di prassi, dopodiché Billie fotografò un sorridente Chris che attraversava il palco per ritirare il diploma.

Il giorno seguente era la festa della mamma e Chris regalò alla sua dolcetti, fiori e un affettuoso bigliettino. Billie ne rimase sorpresa e si commosse: era il primo regalo che riceveva dal figlio da più di due anni, da quando cioè Chris aveva annunciato ai genitori che per una questione di principio non avrebbe più voluto ne´ ricevere ne´ fare regali. Non a caso, poco tempo prima, aveva rimproverato Walt e Billie per aver espresso l’intenzione di regalargli un’automobile nuova per la laurea e per essersi offerti di finanziargli la scuola di legge in caso il fondo non fosse bastato. […] La sua auto era in ottimo stato, aveva ribattuto: una Datsun B210 del 1982 a cui teneva molto, con centoventottomila chilometri e qualche ammaccatura ma meccanicamente perfetta.

La Datsun gialla di seconda mano era un acquisto dell'ultimo anno di liceo. Da allora Chris aveva preso l'abitudine di usarla nei lunghi viaggi solitari delle vacanze scolastiche e in quel fine settimana dopo la laurea annunciò con noncuranza ai genitori che anche quell'estate intendeva andarsene in giro. Le parole esatte furono: «Penso che per qualche tempo sparirò dalla circolazione».

All'epoca i genitori non diedero grande peso alla notizia, malgrado Walt avesse lanciato un gentile monito al figlio: «Ehi, vedi di venire a trovarci prima di partire». Chris rispose con un sorriso e un cenno d'assenso, reazione che Walt e Billie considerarono come una promessa. Pensarono che sarebbe passato da Annandale prima della fine dell'estate, quindi si salutarono.

Verso la fine di giugno, ancora ad Atlanta, Chris spedì ai genitori una copia della votazione finale: A in «Apartheid e Società sudafricana» e «Storia del pensiero antropologico»; A meno in «Politica africana contemporanea» e «Crisi alimentare in Africa». Allegava uno stringato messaggio:

 

“Ecco una copia del mio libretto scolastico. Ho avuto voti piuttosto buoni e la media finale é stata alta.

Grazie per le fotografie, il rasoio e la cartolina da Parigi. Si direbbe che il vostro viaggio sia stato molto bello e che vi siate divertiti parecchio.

Ho consegnato a Lloyd [il miglior amico di Chris a Emory] la fotografia e ne e` stato molto contento, visto che nessuno lo aveva immortalato al ritiro del diploma.

Non ho nient’altro d’importante da raccontarvi, se non il fatto che comincia a fare molto caldo ed é piuttosto umido. Saluti a tutti da parte mia.”

 

Queste furono le ultime notizie che la famiglia ricevette dal ragazzo.

Durante l’ultimo anno ad Atlanta Chris non aveva abitato al campus ma in una camera spartana, in cui l’arredamento non era altro che un sottile materasso buttato sul pavimento, qualche cassetta di latte e un tavolo. La teneva ordinata e pulita come se vivesse in una caserma militare e siccome non aveva telefono, Walt e Billie non potevano contattarlo.

Si era già all’inizio dell’agosto 1990 e i genitori non avevano più notizie dai voti ricevuti per posta, pertanto decisero di fargli visita ad Atlanta. Giunti nell’appartamento, lo trovarono vuoto col cartello «Affittasi» appeso a una finestra. L’amministratore spiegò che Chris era partito alla fine di giugno e Walt e Billie tornarono a casa, dove li aspettava un fascio delle lettere spedite al figlio nel corso dell’estate e restituite al mittente. «Nostro figlio aveva dato istruzioni all’ufficio postale affinché le trattenesse fino al primo di agosto, forse per non farci sospettare nulla» racconta Billie. «Questo ci fece preoccupare moltissimo.»

Ma Chris ormai era lontano. Cinque settimane prima aveva caricato tutti gli averi sulla sua Datsun e si era diretto a ovest, senza seguire un itinerario preciso. Sarebbe stata una vera e propria odissea, un viaggio epico che avrebbe cambiato ogni cosa. Per come la vedeva lui, negli ultimi quattro anni si era dedicato a un compito oneroso e assurdo: laurearsi. Adesso, finalmente si sentiva libero, si era lasciato alle spalle i condizionamenti del mondo soffocante dei genitori e simili, quel mondo di superficialità, di sicurezza ed eccessi materialistici che lo escludeva dolorosamente dall'autentico pulsare dell'esistenza.

Lasciandosi Atlanta alle spalle, Chris intendeva inventarsi una vita nuova, una vita in cui fosse possibile immergersi nelle esperienze senza filtri di alcun genere. Simbolo della completa rottura col passato fu l'adozione di un nuovo nome: da quel momento non si sarebbe più chiamato Chris McCandless ma Alexander Supertramp, il vagabondo padrone del proprio destino.”

 

Per riflettere…

Partire significa cambiare strada. Situazione a rischio o normalità di vita? E se fosse un’occasione per crescere e diventare più saggi? Nella vita di un ragazzo crescere porta con sé il bisogno di autonomia, ma crescere non sempre significa voltare pagina. I ragazzi hanno bisogno di essere aiutati a rompere una certa continuità di vita ma anche a riprenderla poi in mano con più attenzione e sapienza.

  • Come Chris, la voglia di libertà è in ogni giovane.

Da chi/che cosa vorresti andartene? Cosa c’è di deludente nella tua vita?

  • Partire porta con sé anche il lasciare, e spesso porta con sé l’insicurezza.

Hai paura a tagliare qualcosa nella tua vita?

 

”Continua...”