La vita

 

Progetti e ideali

Parole Chiave : quotidianità, ideali, ribellione, ambizione, desiderio di autonomia, volontà di realizzazione.

Virginia, 1990. Chris McCandless è un ragazzo come tanti altri, un po’ testardo, con interessi e ideali, restio agli insegnamenti di un mondo adulto che non sempre condivide e al quale non aspira. Un mondo di grandi coi quali essere in adolescenziale rivolta, in una personale riflessione che volge alla ricerca della felicità e che matura coinvolgendo non solo persone ma anche una intera realtà sociale, quella americana nella quale vive.

“La personalità di McCandless è talmente complessa da risultare sconcertante. Era molto introverso, ma sapeva diventare socievole e comunicativo fino all'eccesso. Possedeva un'acuta coscienza sociale, ma non era certo il classico benefattore taciturno e scontroso che disapprova il divertimento. Anzi, di tanto in tanto non disdegnava alzare il gomito, e fu sempre un incorreggibile istrione. […]

In qualsiasi cosa lo interessasse, Chris otteneva ottimi risultati. A scuola andava benissimo col minimo sforzo e soltanto una volta ricevette un voto sotto la sufficienza: in fisica, alle superiori. Quando Walt vide la pagella, fissò un incontro con l'insegnante per capire quale fosse il problema. «Era un colonnello dell'aeronautica in pensione» ricorda «una persona di una certa età, tradizionalista, piuttosto rigida. All'inizio del semestre aveva spiegato ai ragazzi che avendo qualcosa come duecento studenti, le relazioni di laboratorio andavano preparate secondo un determinato criterio, in maniera da poterle valutare con facilità. Chris decise che si trattava di una regola stupida e la ignorò. Preparò le sue relazioni, ma non secondo il criterio corretto, e l'insegnante gli diede l'insufficienza. Dopo aver parlato con quel tale, tornai a casa e dissi a mio figlio che aveva ricevuto il voto che si meritava.» […]

Pur non essendo alto -nelle foto scolastiche compare sempre in prima fila, il più basso di tutti -per la sua stazza Chris era massiccio e ben proporzionato. Si cimentò in varie discipline sportive, ma non ebbe mai la pazienza di impararne le raffinatezze. Quando la famiglia andava a sciare nel Colorado, raramente si prendeva la briga di fare le curve. La sua tecnica preferita era quella di accovacciarsi a mo' di gorilla, tenere le gambe larghe per guadagnare equilibrio e puntare gli sci dritti a valle.

Chris aveva un grande talento naturale ma se cercavi di istruirlo, di perfezionare la sua abilità, di tirare fuori un benedetto dieci per cento, ecco che s'innalzava il muro. Si opponeva a ogni genere di istruzione. […] Sfumature, strategie, tutto ciò che va oltre i rudimenti della tecnica erano uno spreco di tempo per Chris. Affrontava le sfide di petto, subito, e facendo pieno ricorso alla sua straordinaria energia. Di conseguenza spesso incassava delusioni. Fu soltanto quando cominciò a correre, un'attività che premia volontà e determinazione piuttosto che finezza o astuzia, che il giovane scoprì la propria vocazione atletica. All'età di dieci anni partecipò alla prima gara, una dieci chilometri su strada, e arrivò sessantanovesimo lasciandosi alle spalle oltre un migliaio di adulti. Rimase stregato. Qualche anno dopo era già uno dei migliori fondisti della regione. […]

McCandless prendeva molto a cuore le ingiustizie. All'ultimo anno a Woodson cominciò a essere ossessionato dall'oppressione razziale in Sudafrica. Disse seriamente agli amici di voler contrabbandare armi in quel paese e unirsi alla lotta contro l'apartheid. «Ogni tanto litigavamo per questa storia» ammette Hathaway. «A Chris non piaceva percorrere determinati canali, lavorare all'interno del sistema, aspettare il proprio turno. Diceva: "Dai, Eric, possiamo farcela a tirare su abbastanza soldi per andare in Sudafrica da soli e subito. Bisogna solo prendere una decisione". Replicavo che eravamo soltanto due ragazzini, che non avremmo combinato un gran che, ma non c'era verso di discutere, perché saltava fuori con risposte tipo:

"Ah, devo dedurre che a te non interessi cosa è giusto e cosa no”. »

Durante i fine settimana, mentre i compagni di scuola cercavano di entrare nei bar di Georgetown, McCandless si aggirava per i quartieri più depressi di Washington a chiacchierare con prostitute e senza tetto, a offrire loro un pasto o un consiglio sincero per migliorare le loro condizioni.

«Chris non capiva come si potesse permettere che qualcuno patisse la fame, specialmente in questo Paese» spiega Billie. «Se si scatenava, era capace di andare avanti per ore a parlare di queste cose.» […]

Non appena la scuola fu finita , annunciò che si sarebbe messo sulla strada con la nuova macchina e che avrebbe trascorso l'estate in giro per il Paese. Nessuno poteva prevedere che quel viaggio sarebbe stato la prima di una serie di avventure transcontinentali, e neppure che in quell'occasione una casuale scoperta avrebbe irrimediabilmente portato Chris a chiudersi in sé, trascinando se stesso e tutti quelli che lo amavano in una palude di rabbia, incomprensione e dolore.”

 

Per riflettere…

Il desiderio è una disponibilità della persona a canalizzare tutte le energie verso un oggetto stimato centrale per la vita, un oggetto capace di dare senso alla vita. Quando questo desiderio viene concretizzato dalla volontà sfocia nella decisione.

  • Chris è un giovane che vive di grandi ideali (di giustizia, di libertà, di autonomia) e ha un progetto, trascorrere tutta l’estate in giro per il Paese. E tu, a che cosa aspiri? Hai un progetto a cui cerchi di essere fedele e per cui sei disposto a lottare?
  • Quali sono le tue scelte “assolute e certe”? Guardando alla tua vita di che cosa oggi sei sicuro? Come riesci a mettere in atto le tue scelte? Quali principi ti guidano (piacere, senso, gratificazione, paura, successo, ragione…)? Chi è il padrone dei tuoi desideri: tu o la convenzionalità?

 

 

”Continua...”